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GRAVINA DI CATANIA, CONSEGNATA LA RELAZIONE SULL'ADEGUAMENTO ANTISISMICO

Gli uffici comunali hanno consegnato all’Amministrazione di Gravina di Catania, retta dal sindaco Domenico Rapisarda, una  relazione sull’adeguamento antisismico degli edifici pubblici.  

“Al fine di garantire la massima trasparenza amministrativa  - riferiscono il primo cittadino gravinese, l’assessore Francesco Nicotra e il presidente del Consiglio comunale Rosario Ponzo – si rende noto il testo integrale della relazione. Ringraziamo il responsabile dell’8° Servizio comunale Alberto La Spina e l’ingegnere Marco Scalirò – aggiungono gli amministratori gravinesi – per aver provveduto con efficienza e solerzia a relazionare su tematiche di sicuro interesse per la cittadinanza”. 

Gravina di Catania, 14 settembre  2016

 

 L’Addetto Stampa

 Alberto Santagati

 338 7381208

 

 

 

             I.        Adeguamento antisismico edifici pubblici e scuole comunali.

 

La valutazione della sicurezza e la progettazione degli interventi di adeguamento e di miglioramento sismico degli edifici esistenti sono disciplinati dal D.M. 14 gennaio 2008 (denominato N.T.C. 2008), pubblicato sulla G.U. n° 29 del 04/02/2008 che ha aggiornato le norme tecniche per le costruzioni di cui alla legge 2 febbraio 1974, n. 64, recante “provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche” .

 

In particolare il paragrafo 8.4.1 delle N.T.C. 2008 recita:

“..E’ fatto obbligo di procedere alla valutazione della sicurezza e ,qualora necessario, all’adeguamento della costruzione, a chiunque intenda:

a)              sopraelevare la costruzione;

b)              ampliare la costruzione mediante opere connesse alla costruzione;

c)              apportare variazione di classe e/o di destinazione d’uso che comportino incrementi dei carichi globali in fondazione superiori al 10%; resta comunque fermo l’obbligo di procedere alla verifica locale delle singole parti e /o elementi della struttura, anche se interessano porzioni limitate della costruzione;

d)              effettuare interventi strutturali colti a trasformare la costruzione mediante un insieme sistematico di opere che portino ad un organismo edilizio diverso dal precedente…”.

 

Inoltre, per quanto concerne la valutazione della sicurezza, il par. 8.3 delle N.T.C. 2008 specifica che:

“...Le costruzioni esistenti devono essere sottoposte a valutazione della sicurezza quando ricorra anche una delle seguenti situazioni:

-          riduzione evidente della capacità resistente e/o deformativa della struttura o di alcune sue parti dovuta ad azioni ambientali ( sisma, vento, neve e temperatura), significativo degrado e decadimento delle caratteristiche meccaniche dei materiali, azioni eccezionali ( urti, incendi, esplosioni), situazioni di funzionamento ed uso anomalo, deformazioni significative imposte da cedimenti del terreno di fondazione;

-          provati gravi errori di progetto o di costruzione;

-          cambio della destinazione d’uso della costruzione o di parti di essa, con variazione significativa dei carichi variabili e/o della classe d’uso della costruzione”;

-          interventi non dichiaratamente strutturali, qualora essi interagiscano, anche solo in parte, con elementi, aventi funzione strutturale e, in modo consistente, ne riducano la capacità o ne modifichino la rigidezza..”.

 

Pertanto, dal breve excursus normativo sopra richiamato, si evince che l’obbligo, per la valutazione  della sicurezza e dell’eventuale successivo adeguamento degli edifici esistenti alle vigenti norme tecniche per le costruzioni in zona sismica, nasce esclusivamente al verificarsi di determinate condizioni che interessano la struttura.

Condizioni che si sono verificate nel dicembre 2009 nel plesso scolastico di via Bolano dell’Istituto “Tomasi di Lampedusa”.

Con Ordinanza Sindacale del Dicembre 2009 si è provveduto alla chiusura, a tempo indeterminato, della scuola elementare dell’Istituto “Tomasi di Lampedusa” - plesso di via Bolano a causa di evidenti lesioni riscontrate negli elementi strutturali ( travi e pilastri) .

La suddetta struttura, che rappresenta anche l’unico edificio scolastico di proprietà comunale progettato e realizzato prima della Legge antisismica n°64/74, è stata, conseguentemente, oggetto di valutazione di sicurezza e di successivo intervento di miglioramento sismico.

La verifica di sicurezza eseguita sulla struttura scolastica ha evidenziato, in particolare,  la necessità di realizzare i seguenti interventi:

- realizzazione di travi di fondazione in direzione ortogonale ai telai principali;

- consolidamento di alcuni pilastri;

- realizzazione di setti in c.a.

 

I lavori,per l’esecuzione dei suddetti interventi, sono iniziati il 03.08.2010, sono stati ultimati il  02.02.2011 ed hanno comportato una  spesa complessiva di € 186.197,82 che è stata interamente finanziata con i fondi del “Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici che insistono sul territorio delle zone soggette a rischio sismico, di cui all’art. 80, comma 21, della legge 27.12.2002 n. 289”.

 

Ciò premesso , per quanto concerne lo stato degli edifici pubblici e delle scuole di questo Ente, si porta a conoscenza che, ad eccezione del singolo caso del citato plesso di via Bolano, in nessuna scuola o edificio pubblico di proprietà di questa Amministrazione si sono verificate, ad oggi, le condizioni previste dalla norma che impongono l’obbligo della valutazione della sicurezzae dell’eventuale adeguamento.

 

         II.  Incentivi per adeguamento antisismico immobili privati.

 

Dopo il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009 è stato avviato il Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico, che prevede lo stanziamento di 965 milioni di euro in sette anni per realizzare interventi di mitigazione del rischio sismico sull’intero territorio nazionale (art. 11 della legge 77 del 24 giugno 2009). Le Regioni devono attivare gli interventi sugli edifici privati, da un minimo del 20% a un massimo del 40% del finanziamento loro assegnato, purché questo sia pari o superiore a 2 milioni di euro. Le Regioni, d’intesa con i Comuni individuano quelli in cui attivare i contributi.

 I Comuni predispongono i bandi e registrano le richieste di contributo per poi trasmetterle alle regioni che devono redigere una graduatoria di priorità. Le richieste sono ammesse a contributo fino all’esaurimento delle risorse ripartite. I Comuni devono pubblicizzare l’iniziativa mediante affissione del bando sull’albo pretorio e sul sito web del Comune dando informazioni ai cittadini sui tempi e sulla modalità di partecipazione. La regione formula e rende pubblica la graduatoria entro i successivi 60 giorni.

 

Ciò premesso si fa presente che, sin dall’annualità 2011 (prima annualità in cui sono stati stanziati, con apposita Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i contributi per gli edifici privati ), questaAmministrazione Comunale ha predisposto l’avviso pubblico contenente i terminie le modalità per la richiesta di contributo per gli interventi sugli edifici privati di rafforzamento locale, miglioramento sismico e demolizione e ricostruzione.

Al suddetto avviso pubblico è stata data pubblicità mediante affissione all’Albo pretorio comunale , sull’Home Page del sito istituzionale dell’Ente e mediante affissione presso i luoghi pubblici del territorio comunale.

L’ufficio comunale di protezione civile ha fornito, ai cittadini, il supporto tecnico necessario alla compilazione delle istanze di contributo provvedendo, successivamente, ad inserirle sulla piattaforma informatica, predisposta dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, attraverso la quale la Regione redige la graduatoria di priorità ai fini dell’assegnazione delle risorse disponibili.

Si coglie l’occasione per comunicare, altresì, che in data 21.05.2016 è stata pubblicata l’O.C.D.P.C. n. 344/2016 in materia di contributi per interventi di prevenzione per il rischio sismico per l’annualità 2015 e che questo 8° Servizio sta già attuando le procedure previste al fine di consentire ai cittadini gravinesi l’accesso ai suddetti contributi.

             III.  Area diprotezione civile Fasano.

 

Presso questo 8° Servizio è depositato il progetto esecutivo, approvato nel settembre 2010, relativo ai lavori di realizzazione di un’area attrezzata di protezione civile in via A. Moro angolo via Simili.

     L’importo del progetto ammonta a complessivi € 750.000,00.

Tale progetto è inserito con priorità “7” nel vigente Piano Triennale delle OO.PP. 2016-2018, approvato con Delibera di C.C. n° 29 del 17.05.2016 ma attualmente, per lo stesso, non è prevista alcuna copertura finanziaria.

 

         IV.  Area di protezione civile divia Sant’Antonio da Padova.

 

Le aree di ricovero-accoglienza sono, per definizione, delle aree pubbliche e/o private, individuate nel territorio comunale che si prestano, per le loro caratteristiche,  alla rapida realizzazione di strutture atte a fornire un ricovero immediato alle persone costrette ad abbandonare la propria abitazione a causa di un evento calamitoso.

Il piano di protezione civile deve individuare il maggior numero di siti idonei disponibili anche in considerazione del fatto che, nella malaugurata ipotesi del verificarsi di un evento di importanti proporzioni, la gestione delle fasi dell’emergenza può non essere espletata dai funzionari locali che conoscono il territorio ( in quanto anch’essi vittime dell’evento calamitoso) ma verosimilmente sarà espletata da personale proveniente da altre regioni che sconoscono la realtà del territorio.

In questo contesto il Piano Comunale di protezione Civile, che viene trasmesso in copia alla Prefettura di Catania, al Dipartimento Regionale della Protezione Civile e pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente,  deve fornire tutte le indicazioni e tutti i dati utili che consentono, in tempi celeri, di gestire le fasi dell’emergenza .

 

Il vigente Piano Comunale di protezione Civile, approvato con Delibera di C.C. n° 63 del 16.12.2014, individua in via S. Antonio da Padova l’area di ricovero accoglienza n° 12 con la specifica dicitura “In progetto”. Tale dicitura nasce dalla previsione della realizzazione di un’area a parcheggio (pubblica o privata)  idonea alle finalità di protezione civile.

Considerato però che i tempi per la realizzazione dell’area a parcheggio in questione si sono dilatati oltre le previsioni e al fine di una maggiore comprensione del piano di protezione Civile anche ai non addetti ai lavori, si comunica che nell’aggiornamento 2016 in corso di redazione, questo ufficio provvederà all’eliminazione, dalla pianificazione, dell’area sita in via S.Antonio da Padova individuando, contestualmente, l’area pubblica a parcheggio, sita in via Quasimodo, quale nuova area di ricovero-accoglienza.

 

           V.  Area di protezione divia Emanuele Cutore.

 

Il vigente Piano Comunale di protezione Civile, approvato con Delibera di C.C. n° 63 del 16.12.2014, individua in via Gramsci all’altezza di via E.Cutore l’area di ricovero accoglienza n° 13 con la specifica dicitura “Areaprivata sita in via Gramsci all’altezza di via E. Cutore. Tale area può essere resa idonea al 100% con spianamenti non particolarmente onerosi” .

Inoltre il piano di protezione civile specifica che “ Tali aree private saranno utilizzate solo in caso di indisponibilità delle aree pubbliche”.

 

Ciò premesso,  richiamato integralmente quanto esposto al precedente p.to 4)circa la necessità di individuare il maggior numero di siti che consentano una più agevole gestione dell’emergenza anche a personale della Protezione Civile che proviene da altre regioni, si fa presente che l’Amministrazione Comunale non deve adottare alcun provvedimento sull’area di protezione civile oggetto del quesito.

Inserito da: uff_stampa
Data di inserimento: 14/09/2016
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